Contributi fino a 20.000 € per PMI e professionisti
Aggiornato al 7 settembre 2026
Investire nella digitalizzazione e nella sicurezza informatica può diventare molto più accessibile grazie al nuovo Voucher Cloud & Cybersecurity.
La misura, promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), riconosce a PMI e lavoratori autonomi un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 20.000 euro per beneficiario.
Il fondo dispone complessivamente di 150 milioni di euro. Di questi, 71.065.813,34 euro sono riservati ai piani di spesa realizzati in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia: un’opportunità particolarmente interessante per le imprese del Mezzogiorno.
Cos’è il Voucher Cloud & Cybersecurity
Il Voucher Cloud & Cybersecurity è stato disciplinato dal Decreto ministeriale del 18 luglio 2025.
L’obiettivo è sostenere l’adozione di:
- soluzioni tecnologiche nuove e aggiuntive rispetto a quelle già utilizzate;
- servizi cloud più evoluti;
- strumenti di protezione informatica più avanzati e sicuri;
- soluzioni digitali capaci di migliorare concretamente i processi aziendali.
Non basta quindi sostituire un prodotto con uno equivalente o aumentare il numero di licenze disponibili. L’investimento deve produrre un miglioramento tecnologico sostanziale e dimostrabile.
Chi può richiedere il voucher
Possono presentare domanda:
- le micro, piccole e medie imprese regolarmente costituite, iscritte e attive nel Registro delle Imprese;
- i lavoratori autonomi con partita IVA, inclusi i liberi professionisti iscritti a un ordine professionale quando richiesto per l’esercizio dell’attività;
- i professionisti che esercitano attività non organizzate in ordini o collegi, nei limiti previsti dalla normativa.
La misura è disponibile sull’intero territorio nazionale.
Principali requisiti
Al momento della presentazione della domanda, il richiedente deve:
- disporre di un contratto attivo per una connessione internet con velocità minima di 30 Mbps in download;
- essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti;
- non trovarsi in liquidazione volontaria o in una procedura concorsuale con finalità liquidatoria;
- non essere soggetto a sanzioni o condizioni che impediscano di ricevere agevolazioni pubbliche;
- non operare nei settori esclusi dalla disciplina europea sugli aiuti de minimis;
- indicare una PEC nella domanda;
- essere in regola, quando applicabile, con l’obbligo di assicurazione contro i danni causati da calamità naturali ed eventi catastrofali.
Per le imprese, la regolarità contributiva viene verificata d’ufficio attraverso il DURC durante la fase di erogazione del contributo.
I requisiti completi sono riportati nell’articolo 4 del Decreto ministeriale 18 luglio 2025.
Quali investimenti sono finanziabili
Il voucher può finanziare uno o più prodotti o servizi appartenenti alle seguenti categorie.
Soluzioni hardware per la cybersecurity
Tra gli esempi indicati dal MIMIT rientrano:
- firewall;
- firewall di nuova generazione, o NGFW;
- router e switch sicuri;
- dispositivi per la prevenzione delle intrusioni, come sistemi IPS.
Software di sicurezza informatica
Sono potenzialmente ammissibili:
- antivirus e antimalware;
- software per il monitoraggio delle reti;
- soluzioni per la crittografia dei dati;
- sistemi SIEM per la gestione degli eventi di sicurezza;
- software per la gestione delle vulnerabilità.
Servizi cloud IaaS e PaaS
Il piano può comprendere:
- macchine virtuali;
- database cloud;
- servizi di storage e backup;
- reti private virtuali e servizi VPN;
- protezione contro attacchi DDoS;
- servizi cloud infrastrutturali e di piattaforma.
Software erogati come servizio SaaS
Tra le soluzioni finanziabili possono rientrare:
- software di contabilità;
- sistemi per la gestione delle risorse umane;
- CRM per la gestione dei clienti;
- ERP e strumenti di gestione dei flussi di lavoro;
- CMS e piattaforme e-commerce;
- strumenti di collaborazione e centralino virtuale;
- soluzioni di produttività aziendale integrate con funzionalità di intelligenza artificiale;
- dashboard, incluso Power BI, quando fornite secondo una modalità SaaS ammissibile.
Secondo le FAQ ufficiali del MIMIT, i CRM e gli ERP sono agevolabili esclusivamente quando erogati in modalità cloud SaaS. Le versioni installate localmente presso il cliente non sono normalmente ammissibili, salvo che si tratti di specifici software di cybersecurity.
Configurazione, monitoraggio e supporto
Possono essere inclusi anche servizi tecnici e professionali direttamente collegati all’implementazione e alla gestione delle soluzioni finanziate.
Queste spese:
- non possono superare il 30% del piano di spesa complessivo;
- devono essere collegate ad almeno un altro prodotto o servizio ammissibile;
- non possono riguardare la sola consulenza teorica;
- non possono includere corsi di formazione.
Il fornitore deve essere autorizzato
Uno degli aspetti più importanti della misura è la scelta del fornitore.
I prodotti e i servizi devono essere acquistati da soggetti presenti nell’apposito elenco dei fornitori abilitati dal MIMIT. L’elenco è stato definito con il Decreto direttoriale del 29 luglio 2026.
Il richiedente può consultare l’elenco ufficiale dei fornitori e dei servizi agevolabili accedendo con uno dei sistemi di identificazione previsti.
Prima di richiedere un’offerta è quindi necessario verificare non soltanto che il fornitore sia presente nell’elenco, ma anche che lo specifico prodotto, servizio o categoria proposta risulti ammissibile.
Quanto si può ottenere
L’agevolazione è pari al 50% delle spese riconosciute come ammissibili, con le seguenti soglie:
- piano di spesa minimo: 4.000 euro;
- contributo massimo: 20.000 euro;
- spesa necessaria per ottenere il contributo massimo: almeno 40.000 euro di costi interamente ammissibili.
Alcuni esempi:
- con una spesa ammissibile di 4.000 euro, il contributo può essere di 2.000 euro;
- con una spesa ammissibile di 20.000 euro, il contributo può essere di 10.000 euro;
- con una spesa ammissibile di 40.000 euro, il contributo può raggiungere 20.000 euro;
- oltre 40.000 euro di spesa, il contributo non può comunque superare 20.000 euro.
Acquisto diretto o abbonamento
Le soluzioni possono essere acquisite mediante:
- acquisto diretto;
- abbonamento;
- combinazione tra acquisto e abbonamento.
Quando il piano prevede esclusivamente acquisti diretti, deve essere completato entro 12 mesi dalla comunicazione del provvedimento di concessione.
Quando è presente un abbonamento, questo deve avere una durata minima di 24 mesi. Se il contratto ha una durata superiore, sono agevolabili soltanto i costi riferibili ai primi 24 mesi.
Quali spese sono escluse
Non sono normalmente ammissibili:
- prodotti o servizi con prestazioni sostanzialmente analoghe a quelli già utilizzati;
- semplici aggiornamenti di versione privi di un miglioramento significativo;
- estensioni di licenze già possedute;
- aumenti del numero di utenti o delle postazioni;
- formazione;
- consulenza teorica non accompagnata dall’implementazione della soluzione;
- prodotti o servizi acquistati presso fornitori non ammessi nell’elenco ministeriale.
Un aggiornamento può essere considerato ammissibile quando introduce un miglioramento sostanziale, ad esempio nuove funzioni di automazione, intelligenza artificiale o sicurezza avanzata.
Voucher e regime de minimis
Il contributo viene concesso nell’ambito del regime europeo de minimis, disciplinato dal Regolamento UE 2023/2831.
In linea generale, l’importo complessivo degli aiuti de minimis ricevuti da un’unica impresa non può superare 300.000 euro nell’arco di tre anni, ferme restando le regole di cumulo e le esclusioni previste per determinati settori.
Prima di presentare la domanda è quindi opportuno verificare gli aiuti pubblici già ricevuti e la disponibilità residua nel proprio plafond de minimis.
Date e scadenze
Il Decreto direttoriale del 4 agosto 2026 ha stabilito le seguenti date:
- 20 ottobre 2026, ore 12:00: apertura della fase di compilazione;
- 10 novembre 2026, ore 12:00: apertura dello sportello per l’invio formale;
- 20 gennaio 2027, ore 12:00: chiusura prevista dello sportello.
Lo sportello può chiudere anticipatamente in caso di esaurimento delle risorse.
Le domande vengono ammesse all’istruttoria rispettando l’ordine cronologico di presentazione. Ogni beneficiario può presentare una sola domanda.
Il comunicato relativo al decreto è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 193 del 21 agosto 2026.
Come presentare la domanda
La domanda deve essere redatta in italiano e trasmessa esclusivamente attraverso la procedura informatica che sarà pubblicata nella pagina ufficiale del Voucher Cloud & Cybersecurity.
L’accesso è riservato al rappresentante legale o a un soggetto delegato e richiede:
Per le imprese italiane iscritte al Registro delle Imprese, il MIMIT invita a registrare preventivamente i dati nella piattaforma Anagrafica e deleghe di Invitalia.
- SPID;
- Carta Nazionale dei Servizi;
- oppure Carta d’Identità Elettronica.
La domanda deve indicare, tra gli altri elementi:
- dati del richiedente e indirizzo PEC;
- unità locale interessata dall’investimento;
- situazione tecnologica di partenza;
- miglioramenti attesi;
- prodotti e servizi selezionati;
- fornitori scelti;
- modalità di acquisto o abbonamento;
- durata del piano;
- spese previste e contributo richiesto.
Devono inoltre essere allegate le offerte dei fornitori, con i codici identificativi dei servizi e il dettaglio dei costi.
Perché conviene prepararsi in anticipo
Il Voucher Cloud & Cybersecurity non funziona come un rimborso automatico. La domanda deve essere coerente, completa e collegata a un investimento che produca un miglioramento concreto rispetto alla situazione iniziale.
Prima dell’apertura dello sportello è consigliabile:
- verificare i requisiti del beneficiario;
- ricostruire gli aiuti de minimis già ricevuti;
- analizzare le tecnologie attualmente utilizzate;
- definire il miglioramento atteso;
- selezionare fornitori e servizi presenti nell’elenco MIMIT;
- ottenere offerte complete dei codici identificativi;
- predisporre PEC, identità digitale, deleghe e documentazione necessaria.
Preparare questi elementi soltanto il giorno dell’apertura potrebbe ridurre le possibilità di inviare tempestivamente una domanda corretta.
Come può aiutarti ItalyStartUp
ItalyStartUp può affiancare imprese e professionisti durante le diverse fasi della procedura:
- verifica preliminare dei requisiti;
- analisi del piano di digitalizzazione;
- controllo dell’ammissibilità delle spese;
- coordinamento con fornitori e professionisti;
- raccolta delle offerte e della documentazione;
- preparazione e presentazione della domanda;
- assistenza durante l’istruttoria e la rendicontazione.
La concessione del contributo dipende sempre dalla valutazione dell’amministrazione competente, dalla disponibilità delle risorse e dal rispetto di tutti i requisiti previsti.
La tempistica conta. Contatta ItalyStartUp per richiedere una verifica preliminare e iniziare a preparare il tuo piano prima dell’apertura dello sportello.
Fonti ufficiali ed enti coinvolti
- Pagina ufficiale della misura – MIMIT
- Decreto ministeriale 18 luglio 2025
- Decreto direttoriale 4 agosto 2026
- FAQ ufficiali aggiornate dal MIMIT
- Elenco dei fornitori e servizi agevolabili
- Invitalia
- Infratel Italia
- Gazzetta Ufficiale n. 193 del 21 agosto 2026
- Regolamento europeo de minimis 2023/2831
Le informazioni contenute nell’articolo hanno carattere generale e non sostituiscono una verifica professionale del singolo caso. Requisiti, modulistica e collegamenti alla procedura devono essere ricontrollati sulla pagina ufficiale del MIMIT prima della presentazione.